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Il corpo umano è come uno strumento musicale da cui esce un suono che nasce dalla vibrazione delle corde vocali accostate, provocata dal flusso d’aria emessa dai polmoni che passa loro attraverso.

L’altezza timbrica (tono o nota) è stabilita dai muscoli che accostano e tendono, in modo istintivo, le corde vocali stesse: più queste sono in tensione, più acuto è il suono che generano.

Sempre istintivamente usiamo, quando parliamo, il minimo flusso d’aria per farle vibrare e se vogliamo parlare più forte (volume), aumentiamo la tensione delle corde vocali, ottenendo così anche un timbro più acuto e quindi stridulo. Anche in situazione di ansia o stress diamo un peso eccessivo alle corde vocali che diventano, come gli occhi, lo specchio dell’anima e ci rendono una voce troppo acuta e distorta.

Come, nel caso di un flauto, sta alla bravura del musicista creare un suono melodioso o stridulo, così nel caso della fonazione sta all’oratore far uscire una voce armoniosa, dalle tonalità più calde e libera da forzature.

Impostando la voce nel modo corretto si vanno a sfruttare diverse cavità orofaringee, craniche, toraciche e tracheali come cassa di risonanza e si crea un secondo sistema oscillante che si va ad affiancare a quello delle corde vocali.

Parlando ed esercitandosi con i vocalizzi usando la voce impostata si percepisce una vibrazione e il suono esce senza sforzo. La voce si pulisce e la gola si rilassa permettendoci di parlare, cantare, recitare a lungo.

Il segreto della naturalezza, pur usando una voce pulita e impostata, sta nello scoprire la tua voce più corposa e profonda e allenarti ad usarla, senza per forza contraffare la pasta vocale. Ti sentirai più sicuro e carismatico e ogni volta che parlerai le persone intorno a te ti ascolteranno con più attenzione e piacere.

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Per trattare la questione della paura da palcoscenico, ho scelto questa foto che mi ritrae sul palco del Teatro Regio di Torino. Ti domanderai: perché? La risposta sta proprio nel titolo dell’articolo…nonostante sia praticamente nata su un palco e nonostante abbia presentato centinaia di serate e abbia condotto trasmissioni Tv per anni e abbia calcato le scene e i set come attrice…

QUELLA SERA ERO VERAMENTE AGITATISSIMA!!!!!

Anzi…avevo iniziato ad agitarmi già 20 giorni prima, quando mi ingaggiarono per condurre LUCE IN SALA al Teatro Regio di Torino, serata benefica Rotary Club Piemonte, insieme a Giorgio Bolognese.

Il programma prevedeva l’intervento di grandissimi artisti come Arturo Brachetti, Marco Berry e Gilson Silveira, tra il pubblico ci sarebbero stati personaggi molto importanti…e io tremavo dalla testa ai piedi. Eppure, razionalmente, sapevo che sarebbe andato tutto bene…sapevo che me la sarei cavata…sapevo che sarei riuscita a trasmettere passione…sapevo di essere preparata…sapevo che avrei ricordato perfettamente il discorso d’apertura e anche tutti i seguenti…ma le gambe mi facevano giacomo-giacomo, i tacchi a spillo che spuntavano dal lungo abito da sera stavano per spezzarsi, le mani che reggevano cartellina e microfono sembravano preda di un attacco di parkinson acuto e …cosa ho fatto?

Mi sono esposta e ho ammesso la mia enorme emozione…tanto era chiara e visibile. E negli anni ho imparato una regola d’oro, che consiglio a tutti i miei clienti: se c’è un difetto che non riesci a togliere è inutile tentare di nasconderlo, tanto vale esaltarlo…almeno farà sorridere o ti renderà più umano.

HO SORRISO E HO PARLATO CON IL CUORE

Fregandomene di quello che avrebbe dovuto essere il discorso d’apertura.

“Sono estremamente emozionata, come potete vedere dalle mie mani e dalla cartellina che non ne vuole sapere di star ferma…e sono certa che anche voi siete emozionati perché è una serata davvero importante, che ci permetterà di portare reale aiuto e sostegno alle famiglie colpite dal disastro di Haiti…e l’emozione nasce dagli sguardi di quei bambini che hanno perso tutto, ma non la speranza...”

Risultato: il pubblico si è emozionato ancora di più e mi ha applaudita con grande trasporto e il mio tremore, la mia ansia, la mia paura sono svanite in un soffio…

Ti ho raccontato questa storia per arrivare al nocciolo della questione…

Qual è la maggior paura legata al Public Speaking?

DIMENTICARE il discorso, vero?

Tutti hanno problemi di memoria o, come nel mio caso, di ansia da prestazione…non è grave!

Il carisma, il talento e la credibilità NON SONO LEGATE alla frase esatta da ripetere a macchinetta…

Se sei concentrato nel qui e ora, se credi in ciò che vuoi comunicare e questo ti fa sentire VERO e in diritto di dire ciò che stai dicendo e di fare ciò che stai facendo e ti sfugge una frase…non è così grave!

Se sai dove vuoi arrivare e ti dimentichi una frase ad effetto…non ti preoccupare.

Ripeto: non è grave!

CONCENTRATI
LASCIATI ANDARE
PARLA CON IL CUORE

E SORRIDI…

La paura svanirà, perché sai che potrai sempre dire qualcos’altro…e se lo dirai con passione e intensità avrai tutto il pubblico dalla tua parte!

I contenuti non bastano: per ottenere consenso occorre emozionare chi ci ascolta!

Vuoi migliorare le tue performance sul palco e in video e rafforzare la tua autostima in pubblico?

Saper catturare l’attenzione con sguardo, postura e voce, seguire un’efficace logica dialettica, ricca di esempi e informazioni pertinenti, avere capacità di sintesi e sapersi fare ascoltare e guardare, non sempre sono doti innate…

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